DISTURBI SPECIFICI DELL’ APPRENDIMENTO

Anche noti con l’acronimo DSA, sono:

Dislessia: disturbo specifico nella velocità e nella correttezza della lettura.

 

Disortografia E disgrafia: la prima è un disturbo specifico nella correttezza della scrittura (non correttezza morfo-sintattica quanto conversione di “ciò che sento” in “come si scrive”); la seconda è una difficoltà specifica nella realizzazione manuale dei singoli grafemi che rientra, se presente singolarmente, nei Disturbi della coordinazione motoria.

 

Discalculia: debolezza nei meccanismi di quantificazione, di comparazione, nelle strategie di calcolo a mente, nella lettura/scrittura e messa in colonna di numeri, nella reiterazione a memoria di tabelline e/o nelle procedure di calcolo scritto.

Tra le molteplici normative a cui fare riferimento, la legge 170/2010 riconosce e descrive queste quattro forme di disturbo e sottolinea la necessità di agire mediante diagnosi tempestive e percorsi di trattamento specifici, ad personam, che nascano dal lavoro coordinato di operatori, insegnanti e famiglia.

 

Ma analizziamo, parola per parola, la sigla “Disturbi Specifici dell’ Apprendimento”.

Sebbene sentire queste parole possa, apparentemente, innescare un campanello d’allarme, è importante conoscere la problematica affinché la piena comprensione possa permettere al bambino di esprimere liberamente le proprie potenzialità, lontano da qualsivoglia forma di pregiudizio.

 

DISTURBO: può essere considerato un’ alterazione di uno (o più!) processi all’interno del sistema biologico.

Sarebbe più corretto appellarsi al concetto di NEURODIVERSITA’. Cosa significa? Significa che in OGNUNO DI NOI vi è qualcosa, di biologicamente determinato, che ci rende diversi dagli altri.

La natura neurobiologica di tale disturbo non ne determina fatalmente il percorso: il ruolo dell’ambiente è fondamentale per arginare e modellare l’impatto della genetica. A questo livello agiscono l’importanza di una DIAGNOSI PRECOCE e di un TRATTAMENTO SU MISURA.

 

SPECIFICO: un bambino che presenta DSA non mostra, genericamente, problematiche inerenti il funzionamento intellettivo generale (si parla, in tal senso, di soggetti normodotati).. Le difficoltà sono “limitate” a SPECIFICI moduli che elaborano SPECIFICHE informazioni ( per es. elaborazione di numeri, elaborazione dei suoni, elaborazione visiva).

Tale specificità deve essere compresa in toto, tramite l’utilizzo di vari strumenti diagnostici, per poter pianificare progetti di trattamento basati sui punti deboli e sui punti di forza del bambino, tenendo conto della sua individualità.

 

APPRENDIMENTO: è un processo che ci accompagna fin dalla nascita. Mentre alcune forme di apprendimento rimangono in noi come tracce di cui siamo poco consapevoli (apprendimento procedurale, es. andare in bici), altre forme di apprendimento richiedono maggiore consapevolezza e sforzo ( apprendimento dichiarativo, es. nozioni scolastiche).

Ricordando che i DSA sono disturbi evolutivi dobbiamo quindi comprendere che questo lato “evolutivo” (ovvero che accompagna il soggetto nel suo sviluppo fin dalla nascita) andrà a braccetto con l’apprendimento che segna la vita di ognuno di noi, nello specifico con l’apprendimento dichiarativo.

Cosa abbiamo detto? Che l’apprendimento dichiarativo è, per esempio, quello scolastico.

Infatti, a differenza dell’apprendimento procedurale che è basato sull’esperienza e sulla ripetizione, l’apprendimento dichiarativo è fondato sull’ insegnamento, sull’ assimilazione di informazioni e sull’ attivazione di attenzione volontaria per apprendere ciò che ci viene detto.

Tutti aspetti che risultano difficili da mettere in atto per un bambino con DSA in quanto biologicamente condizionati. Ancora una volta l’ ambiente ( es. le metodiche di insegnamento) possono intervenire!

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