AUTISMO 

Il Disturbo dello spettro Autistico (ASD, Autism Spectrum Disorder) è definito dalla presenza di un deficit persistente nella comunicazione sociale e nell'interazione sociale in diversi contesti e da un pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi.

L’ipotesi attualmente più accreditata è che il disturbo dello spettro autistico sia risultato dell’interazione di molteplici fattori di natura sia genetica che epigenetica.

Va inoltre sottolineato che l’autismo, quale sindrome definita in termini esclusivamente comportamentali, si configura come la via finale comune di situazioni patologiche di diversa natura ed eziologia. 

Il disturbo dello spettro autistico copre un ampio spettro di sintomi, abilità e livelli di disabilità.

L’autismo varia in gravità in base al livello di compromissione che limita l’autonomia nella vita quotidiana.

Nel disturbo dello spettro autistico, i pazienti rappresentano una condizione clinica estremamente eterogenea. La diversità clinica dipende, oltre che dalla gravità dei sintomi, anche dal livello di funzionamento cognitivo, dalla presenza di condizioni mediche associate e da eventuali comorbilità psichiatriche.

Alcuni segni che possono far sospettare la presenza di tale patologia possono essere: ​

 

-Tendenza ad isolarsi

-Non si gira se chiamato

-"Vive nel suo mondo"

-Effettua dei movimenti ripetitivi e afinalistici (stereotipie)

-Detesta il cambiamento di routine 

-Si attacca molto ad alcuni oggetti 

I bambini con autismo presentano difficoltà a comunicare, a capire il pensiero altrui e il contesto comunicativo in cui si trovano, hanno difficoltà ad esprimersi con parole, gesti e movimenti facciali.


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CRITERI DIAGNOSTICI SECONDO IL DSM-5

A. Deficit persistente nella comunicazione sociale e nell´interazione sociale in diversi contesti, non spiegabile attraverso un ritardo generalizzato dello sviluppo e manifestato da tutti e tre i seguenti punti:

1. Deficit nella reciprocità socio-emotiva che va da un approccio sociale anormale e insuccesso nella normale conversazione (botta e risposta) attraverso una ridotta condivisione di interessi, emozioni, percezione mentale e reazione fino alla totale mancanza di iniziativa nell´interazione sociale.

2. Deficit nei comportamenti comunicativi non verbali usati per l´interazione sociale, da una scarsa integrazione della comunicazione verbale e non verbale, attraverso anormalità nel contatto oculare e nel linguaggio del corpo, o deficit nella comprensione e nell´uso della comunicazione non verbale, fino alla totale mancanza di espressività facciale e gestualità.

3. Deficit nella creazione e mantenimento di relazioni appropriate al livello di sviluppo (non comprese quelle con i genitori e caregiver); che vanno da difficoltà nell’adattare il comportamento ai diversi contesti sociali attraverso difficoltà nella condivisione del gioco immaginativo e nel fare amicizie fino all’apparente assenza di interesse per le persone.

B. Pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi come manifestato da almeno due dei seguenti punti:

1. Linguaggio, movimenti o uso di oggetti stereotipati o ripetitivi, come semplici stereotipie motorie, ecolalia, uso ripetitivo di oggetti, o frasi idiosincratiche.

2. Eccessiva fedeltà alla routine, comportamenti verbali o non verbali riutilizzati o eccessiva riluttanza ai cambiamenti: rituali motori, insistenza nel fare la stessa strada o mangiare lo stesso cibo, domande incessanti o estremo stress a seguito di piccoli cambiamenti.

3. Interessi altamente ristretti e fissati, anormali in intensità o argomenti: forte attaccamento o interesse per oggetti insoliti, interessi eccessivamente persistenti o circostanziati.

4. Iper o Ipo-reattività agli stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell´ambiente: apparente indifferenza al caldo/freddo/dolore, risposta avversa a suoni o consistenze specifiche, eccessivo annusare o toccare gli oggetti, attrazione per luci o oggetti roteanti.

C. I sintomi devono essere presenti nella prima infanzia (ma possono non diventare completamente manifesti finché le esigenze sociali non oltrepassano il limite delle capacità).

D. L´insieme dei sintomi deve limitare e compromettere il funzionamento quotidiano.

La terapia neuropsicomotoria mira a colmare ogni punto di debolezza del piccolo facendo leva sui suoi punti di forza. 

Vengono effettuate in base al profilo del bambino, terapie di:

- Stimolazione sensoriale 

- Potenziamento delle abilità carenti 

- Promozione socio-relazionale

- ABA (Applied Behaviour Analysis )

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